[Musica] Face My Fears (Ovvero: quando riesci a guardare il passato, sorridendo del futuro che vuoi percorrere)

Sentivo il bisogno di scrivere, anche se poco o niente.

Sentivo il bisogno di urlare, al mondo, che sto bene.

Sentivo il bisogno di dire, a me stesso, di sentirmi più forte delle mie paure, ringraziandole per avermi formato e fortificato.

Sentivo il bisogno di guardare avanti, con una nuova luce, negli occhi, piena di voglia di lottare e di non cadere più.

Forza. L’ho trovata e, questa volta, non sono caduto, per ottenerla.

Forza. Per andare avanti, dove voglio e dove voglio proteggere.

Forza. Per cercare di essere un “faro” migliore, anche per me stesso.

Forza. Per affrontare le mie paure.


Respiro, dorvei prenderne uno profondo?
Fede, dovrei fare un salto?
Sapore, che agrodolce
Tutta, tutta la mia vita

Lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Oh, lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Non ci vorrà molto, non ci vorrà molto, ci sono quasi
Guardami piangere tutte le mie lacrime
Guardami piangere tutte le mie lacrime

Perdere, non ho niente
Spazio, questo è ciò che ho scelto
Un miglio, potresti camminarlo nelle mie scarpe
Tutta, tutta la tua vita

Lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Oh, lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Non ci vorrà molto, non ci vorrà molto, ci sono quasi
Guardami piangere tutte le mie lacrime

Guardami piangere tutte le mie lacrime
Guardami piangere tutte le mie lacrime

Lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Oh, lasciami affrontare, lasciami affrontare, lasciami affrontare le mie paure
Non ci vorrà molto, non ci vorrà molto, ci sono quasi
Guardami piangere tutte le mie lacrime

Smile&Go.

Annunci

Freddo

Qua fa freddo. Molto, anche. Mai quanto in montagna, lo so… ma non riesco a sopportare, temperature sotto i 4°C. Ma, quel freddo, lo sento dentro. Lo sento rispondere, a quello che c’è fuori. Mi sento congelare, ognivolta che fa/sento freddo. E non so quanta volontà mi ci voglia, ogni volta, per muovermi e camminare!

Ripensavo anche a “Just” ed al fatto che non riesco a continuarlo. Mi dispiace, non essere in grado di scriverlo; mi fa quasi male, l’ammetto. Eppure ci provo, anche se con scarsi risultati.

E poi, “grazie” alla riproduzione casuale di youtube, ritorna alle mie orecchi una canzone. Ho dovuto fermarla, quasi subito. Non perchè sia brutta, anzi. Ma la trovo, a parer mio, parecchio pesante. Forse, questa, è la canzone che più si addice, a Luca. Mi bastano le prime tre note, del piano, per mettermi a piangere. Che, il freddo, sia dovuta anche a questa? O, con molta più probabilità, sono solo molto freddoloso? Si, ci sta.


Musique pour la tristesse de Xion

Smile&Go.

Musica: (In)stabilità emotiva [Extra 3]

Questo mio essere ipersensibile, però, lo si applica anche nel lato opposto, a quello di tutti gli altri post.

C’è un brano che, indipendentemente dal suo testo, mi carica di un’energia immane, travolgente. Una forza sana, genuina, divertita.

Si, ok… il testo, non molto carico di significato, parla di una ragazza che si vendica dell’essere stata lasciata. Ma, cavolo, sento trasmettere quella forza, del “non me ne frega un c***o”, in una maniera prepotente! Fa dire, anche a me “Che c***o me ne frega, di stare male! Andiamo a fare casino!”.

Questa canzone mi ha fatto rialzare un sacco di volte.


I got this feeling on the summer day when you were gone
I crashed my car into the bridge, I watched, I let it burn
I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs
I crashed my car into the bridge
I don’t care, I love it, I don’t care
I got this feeling on the summer day when you were gone
I crashed my car into the bridge, I watched, I let it burn
I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs
I crashed my car into the bridge
I don’t care, I love it, I don’t care
You’re on a different road, I’m in the milky way
You want me down on earth, but I am up in space
You’re so damn hard to please, we gotta kill this switch
You’re from the 70’s, but I’m a 90’s bitch
I love it, I love it
I got this feeling on the summer day when you were gone
I crashed my car into the bridge, I watched, I let it burn
I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs
I crashed my car into the bridge
I don’t care, I love it
I don’t care, I love it, I love it
I don’t care, I love it, I don’t care
You’re on a different road, I’m in the milky way
You want me down on earth, but I am up in space
You’re so damn hard to please, we gotta kill this switch
You’re from the 70’s, but I’m a 90’s bitch
I don’t care, I love it
I don’t care, I love it, I love it
I don’t care, I love it
I don’t care, I love it, I love it
I don’t care, I love it

Musica: (In)stabilità emotiva [Extra 2]

Dopo tutti questi post, ancora trovo “pace”. Mi piace scrivere di “Musica”. Mi piace scrivere, anche se non riesco. Mi chiedo quanto, il mio cuore, si sia/si stia realmente indurendo. Una domanda che trova il suo fondamento dal mio usarlo, sempre più. Batte, lui: pesante, impaurito, ferito… ma parla, urla, scrive, commenta, vive.

E, dopo questo post, ho chiuso gl occhi, cercando di ricordare. Dopo il mio commento, ho ricordato.

Non sarò un eroe ma, se posso aiutare con le mie parole, le mie esperienze o le canzoni che sento “dentro”… se posso, non esito a farlo. Come ora. Spero possa darti forza.


Don’t you shut your eyes
And hide your heart behind a shadow
‘Cause you can count on me
As long as I can breathe
You should know
I’ll carry out through the night
Through the storm
Give you love, only love in return
I can’t jump over buildings
I’m no hero
But love can do miracles
I can’t outrun a bullet
I’m no hero
But I’d take one for you
Sure I would
I’ve fallen from grace
I have much less to say than a sinner
Oh, no I ain’t no superhuman
‘Cause that’s just in the movies, I know
But I carry you through the night
Through the storm
Give you love, always love in return
I can’t jump over buildings
I’m no hero
But love can do miracles
I can’t outrun a bullet
‘Cause I’m no hero
But I would take one for you
I can’t jump over buildings
I’m no hero
But love can do miracles
I cannot run a bullet
‘Cause I’m no hero
But I’d spill my blood for you
If you need me to
I’ll be there
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah
Ooh, ooh, ooh, ooh, ooh, ooh
Don’t say this is over
Looking for better days
Oh, don’t say this over
There’s no loser
Look at the better days
It’s just what it gets
I can’t jump over buildings
I’m no hero
But love can do miracles
I can’t outrun a bullet
‘Cause I’m no hero
But I would take one for you
I can’t jump over buildings
I’m no hero
But love can do miracles
I cannot run a bullet
‘Cause I’m no hero
But I’d spill my blood for you
If you need me to
I’ll be there
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah

Musica: (In)stabilità emotiva [3]

Quante cavolo di volte, da quando l’hanno buttata in pasto alla radio, hanno preso per il culo questa canzone? Vi rispondo io: troppe. Non che se lo meriti, ovviamente. É un pezzo che, secondo me, hanno voluto pubblicizzare nella maniera più sbagliata possibile. E, ancora oggi, il livello di perculaggine è disarmante e dissacrante. Non so come possano averla presa, i Måneskin, ma la campagna pubblicitaria è stata un successo e, i “chiaro di luna”, sono sulla bocca e nella testa di tutti.

Questa premessa per chiedermi quanti, effettivamente, si siano fermati ad ascoltarla davvero. Mi chiedo quanti, in italia, abbiano capito anche solo che si tratta di una ballata.

La sto ascoltando, mentre sono qua a scrivere. E, oltre a pensare a cosa smuove, in me, mi ritrovo a pensare ad il vero significato, del testo e di come viene interpretata, dallo stesso gruppo. Ma, una cosa certa, è la loro frase, che tutti dovrebbero tenere in mente, prima di ascoltare.

«Marlena è la venere del gruppo, la personificazione della nostra libertà, creatività, vita – così racconta il gruppo – “Torna a casa” è un pezzo da ascoltare ad occhi chiusi e mente aperta. Aprite la mente per tornare a casa.»

Il gruppo, parlando del brano.

Considerando che, secondo me, ogni canzone sarebbe d’ascoltare in questo modo, direi di parlare della mia esperienza.

Più che chiedermi “Chi è, Marlena?”, mi viene spontaneo pensare “Cos’è, Marlena?”. Marlena è ciò che si è perso e che ti rende la vita vuota, desolata, fredda. Un freddo interno, che non riesci a debellare nemmeno buttandoti nelle fiamme. Un freddo che conosco troppo bene. Una sensazione, quella della separazione, che (forse) non mi ha mai abbandonato veramente (Il sentire “Alice” “le meraviglie” ed il “Cappelaio Matto”, mi fa ancora riempire d’odio. E dire che, Alice, è un personaggio che m’incuriosisce… ma, ormai, mi riempie solo di rabbia). E la paura di scomparire, perchè ormai vivi di quella “Marlena”, cresce ad ogni battito del tuo cuore. Perchè hai donato parte di te, a ciò che è andato. Eppure, in qualche modo, ti rialzi. In qualche modo, senti tornare quella pienezza. E non t’importa più se, il sentirti di nuovo bene, è per il ritorno della prima o, al cntrario, per la creazione di una nuova “Marlena”.

Più l’ascolto, più cresce la consapevolezza di quella perdita. Ma aumenta anche il concetto di rinascita, anche se il freddo permane. Ormai sono in piedi. Forse non forte come dovrei… ma rimango sulle gambe, a guardare avanti. Le mie tristezze, le mie paure, i miei terrori, le mie solitudini… ma anche le mie felicità, le mie vittorie, i miei impeti di (incosciente e pazzo) coraggio, il mio voltare pagina. Magari, tutto questo, mi fa da curriculum per diventare un “bad boy”, no?


Cammino per la mia città
Ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto
Cammineremo per ‘sta strada e non sarò mai stanco
Fino a che il tempo porterà sui tuoi capelli il bianco
Che mi è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta
Restiamo un po’ di tempo ancora, tanto non c’è fretta
Che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta
Perché la vita, senza te, non può essere perfetta
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che ho paura di sparire
E il cielo piano piano qua diventa trasparente
Il sole illumina le debolezze della gente
Una lacrima salata bagna la mia guancia mentre
Lei con la mano mi accarezza in viso dolcemente
Col sangue sulle mani scalerò tutte le vette
Voglio arrivare dove l’occhio umano si interrompe
Per imparare a perdonare tutte le mie colpe
Perché anche gli angeli, a volte, han paura della morte
Che mi è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta
Corriamo via da chi c’ha troppa sete di vendetta
Da questa Terra ferma perché ormai la sento stretta
Ieri ero quiete perché oggi sarò la tempesta
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che ho paura di sparire
Prima di te ero solo un pazzo, ora lascia che ti racconti
Avevo una giacca sgualcita e portavo tagli sui polsi
Oggi mi sento benedetto e non trovo niente da aggiungere
Questa città si affaccerà quando ci vedrà giungere
Ero in bilico tra l’essere vittima, essere giudice
Era un brivido che porta la luce dentro le tenebre
E ti libera da queste catene splendenti, lucide
Ed il dubbio o no, se fossero morti oppure rinascite
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più sparire
Quindi Marlena torna a casa che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa che ho paura di sparire

Musica: (In)stabilità emotiva [2]

Un’altra artista, che mi lascia a bocca aperta, sempre, è Elisa.

Gia dai tempi di “Luce (tramonti a nord est)”, riusciva ad “incantarmi”, con la sua voce. Non capivo, al tempo, perchè la sentissi così potente, in me… poi capii. Ma, del successo sarremese del 2001, ne parlerò poi… magari in un “Extra 2”

La canzone di cui vorrei parlare, invece, è “Piovesse il tuo nome”. Perchè la sento, così tanto? Perchè riesco a capirla, avendo provato le parole della canzone. Il deserto, la titanica impresa di annaffiarlo, la città deserta… da entrambe le parti, riesco a sentirla mia, soprattutto per l’enorme riferimento all’acqua. L’acqua è, per me, uno dei pochi modi per rilassarmi: m’eclisso, sotto la doccia. Ma non cado in meditazione, come sempre… entro in uno stato di pace e silenzio, con lo scroscìo che mi culla.

Si: quando la sentii, per la prima volta, mi sparò direttamente nel passato che ho perso. Ho pensato a lei, si. Mi destabilizzò molto, cominciando davvero a vedere la sua immagine, dove non c’era più. Ma, con il passare del tempo, è diventato prepotente il concetto di “Un Domani” di Annalisa. É bastata la mezzanotte del capodanno, ad esorcizzarmi.


Non ci siamo mai dedicati
Dedicati le, le canzoni giuste
Forse perché di noi
Non ne parla mai nessuno
Non ci siamo mai detti le parole
Non ci siamo mai detti le parole giuste
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
La città è piena di fontane
Ma non sparisce mai la sete
Sarà la distrazione
Sarà, sarà, sarà
Che ho sempre il Sahara in bocca
La città è piena di negozi
Ma poi chiudono sempre
E rimango solo io
A dare il resto al mondo
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se non scendo a quella giusta è colpa tua
Non ci siamo mai visti per davvero e
Non ci siamo mai presi per davvero in giro
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
La città incontra il tuo deserto
Che io innaffio da sempre
Sarà la mia omissione
Sarà, sarà, sarà
Che ora ho un fiore nella bocca
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se, se non scendo a quella giusta è colpa mia
Ma senza te chi sono io
Un mucchio di spese impilate
Un libro in francese che poi non lo so
Neanche, neanche bene io
Se devi andare pago io
Scusa se penso a voce alta
Scusa se penso a voce alta
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se, se non scendo a quella giusta è colpa

Musica: (In)stabilità emotiva [Extra]

Non è, questa canzone, tra le tre di cui parlerò. Ma è… É, semplicemente. Non ricordo nemmeno il modo, in cui la conobbi. Ricordo solo che rimasi immobile, inerme sotto le parole di Mengoni.

Sapete… sono stupido. La prima domanda, dopo essermi ripreso dall’ascolto, è stata “Il guerriero difende, anche a costo del proprio annientamento. Ma, quando il guerriero non può difendersi e difendere, chi l’aiuta?”

É sempre stata una mia volontà, voler essere un guerriero: per tutte le persone a cui tengo. E non lo so, se ci sono riuscito o meno. Se fallisco, mi rialzò, più per gli altri, che per me stesso. Ed è per questo, che voglio diventare più forte: per non crollare più. Per continuare a difendere.

E devo ringraziare perchè, ora, conosco la risposta. Sono le preghiere di chi vuoi difendere, che tendono la mano al guerriero esausto, donandogli nuova forza. Grazie, ragazze.

Sono di nuovo in piedi. Non sono libero dalle paure, ma farò di tutto per rimanere saldo. Per ringraziarvi, come si deve. Per tutti.

Smile&Go.


E levo questa spada
Attraverso il cielo
Giuro sarò roccia contro il fuoco e il gelo
Solo sulla cima
tenderò i predoni
Arriveranno in molti
E solcheranno i mari
Oltre queste mura troverò la gioia
O forse la mia fine comunque sarà gloria
E non lotterò mai per un compenso
Lotto per amore, lotterò per questo
Io sono un guerriero
veglio quando è notte
Ti Difenderò da incubi E tristezze
Ti riparerò da inganni e maldicenze
E ti abbraccerò per darti forza sempre
Ti darò certezze contro le paure
Per vedere il mondo oltre quelle alture
Non temere nulla io sarò al tuo fianco
Con il mantello asciugherò il tuo pianto
E amore il mio grande amore che mi credi
Vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai
E amore il mio grande amore che mi credi
Vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai
Non temere il drago
Fermerò il suo fuoco
Niente può colpirti dietro questo scudo
Lotterò con forza contro tutto il male
E quando cadrò tu non disperare
Per te io mi rialzerò
Io sono un guerriero e troverò le forze
Lungo il tuo cammino
Sarò al tuo fianco mentre
Ti darò riparo contro le tempeste
E ti terrò per mano per scaldarti sempre
Attraverseremo insieme questo regno
E attenderò con te la fine dell’inverno
Dalla notte al giorno, Da Occidente a Oriente
Io sarò con te e sarò il tuo guerriero
E amore il mio grande amore che mi credi
Vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai
E amore il mio grande amore che mi credi
Vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai
Ci saranno luci accese di speranze
E ti abbraccerò per darti forza sempre
Giurò sarò roccia contro il fuoco e il gelo
Veglio su di te, io sono il tuo guerriero